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LA SISTINA A PALESTRINA NELLE PAROLE DEL PROF. GIANFRANCO ROSTIROLLA

Ancora sembrano echeggiare le voci dei cantores della Cappella Pontificia “Sistina” che si sono esibiti nella Cattedrale di Palestrina sabato 5 marzo, in quella Basilica, che come ha voluto ricordare Sua Eccellenza Mons. Sigalini, intervenuto alla straordinaria iniziativa organizzata dalla Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina, li aspetta in occasione delle celebrazioni ufficiali del IX centenario della Cattedrale nel prossimo 2017.

Un pomeriggio di grande emozione quello vissuto a Palestrina sabato scorso. Prima la presentazione della nuova pubblicazione edita dalla Fondazione sulla Collana che cura la storia musicale della Cappella Sistina, poi il concerto del coro pontificio nella Cattedrale. Nella presentazione del libro, svoltasi presso la sala dei Cardinali del Palazzo Vescovile, magistrali sono stati gli interventi del prof. Piperno, musicologo della Sapienza, e di mons. De Gregorio, Prefetto dell’Istituto pontificio di musica sacra. Entrambi hanno illuminato la sala – che ha fatto registrare il tutto esaurito – su come la Sistina nel Cinquecento sia stata il centro del potere, delle arti, della cultura musicale.

Per l’occasione a margine della presentazione del volume curato da Richard Sherr – che a giorni sarà possibile anche acquistare on line sul sito web della Fondazione (www.fondazionepierluigipalestrina.it) – ne abbiamo parlato con il direttore artistico della Fondazione, il prof. Giancarlo Rostirolla, che ha supervisionato la pubblicazione del volume e ha presieduto sabato la presentazione al pubblico:

 

-Professor Rostirolla, che cosa rappresenta per la musicologia l’uscita del volume di Richard Sherr sulla storia musicale della Cappella Sistina nel Cinquecento?

La Cappella Papale o Sistina è una delle più antiche istituzioni musicali e ha svolto un ruolo importantissimo nella Storia della Musica e della Cultura. Fu istituita ancor prima del soggiorno avignonese, e soprattutto nel Quattrocento ricevette da Sisto IV un assetto musicale e amministrativo, che le consentì di annoverare i migliori musicisti del tempo, non solo tra i cantanti, ma anche tra i compositori di musica: basti pensare a Guillaume Dufay, Josquin des Prés, Palestrina e Nanino, tanto per citarne solo alcuni. A modello delle grandi cappelle principesche d’Europa, quindi, anche la Cappella Sistina fu un polo di attrazione per i musicisti del tempo, contribuendo ad elevare la dignità della professione musicale e ad arricchire nel contempo il patrimonio musicale europeo con grandi capolavori. E’ questo il motivo per il cui il libro di Richard Sherr, assai atteso, rappresenterà un punto di riferimento ineludibile per tutti gli studiosi che si occupano del Rinascimento e delle istituzioni del tempo. Un lavoro scrupoloso che prende in esame sia aspetti musicali, sia il complesso apparato amministrativo e che offre, inoltre, un dizionario biografico di tutti imusicisti che vi operarono.

-Professore, il Cinquecento è il secolo del Palestrina. Che rapporto ebbe Giovanni Pierluigi con il coro della Sistina?

Il grande musicista prenestino vi fu ammesso per interessamento papale dopo alcuni anni trascorsi in San Pietro come maestro di Cappella. Aveva già composto un Libro di Messe, ma nella Cappella Sistina vi entrò come semplice cantore: nella Cappella del Papa non era il solo compositore: tutti, più o meno, i suoi colleghi erano infatti cantori e compositori. La sua grande personalità fu comunque subito riconosciuta, ma non bastò a farlo restare nel Coro papale, dal momento che riforma di Paolo IV richiedeva uno status ecclesiale che il musicista non possedeva essendo sposato. Fu pertanto costretto a lasciare l’Istituzione, ma la Corte gli riconobbe, non solo una pensione a vita, ma anche il ruolo di ‘compositore papale’ pur professando altrove: titolo che nella storia secolare della Cappella Pontificia solo a Giovanni Pierluigi da Palestrina fu attribuito e riconosciuto.

-Sherr per il suo studio ha attinto a documentazione storica conservata negli archivi pontifici?

La straordinariamente ricca documentazione archivistica riguardante la Cappella Sistina, da sempre conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana, è stata oggetto fin dagli inizi della storiografia musicale (1828) di studi e ricerche. Giuseppe Baini nell’Ottocento, e Raffaele Casimiri nel secolo successivo hanno esplorato questo Archivio fornendo alla comunità degli studi contributi importanti. Quella di Richard Sherr è comunque la ricerca sistematica e filologica più completa e attendibile, che restituisce il quadro più esauriente dell’Istituzione, adottando peraltro una metodologia storiografica esemplare.

DSC 0855a-Il volume è edito dalla Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina che lei presiede in qualità di direttore artistico. Quali sono gli obiettivi di una casa editrice come la nostra?

La collana editoriale di studi avviata dalla Fondazione fin dagli inizi della sua attività pubblica atti di convegno, monografie, bibliografie e studi sia sul Palestrina, sia su musicisti annoverabili all’area di influenza esercitata da questo compositore su altri grandi personaggi coevi del mondo dei suoni. Musicisti che insieme al predetto hanno contribuito alla creazione di uno stile e di un linguaggio comune classico, quello della polifonia cinquecentesca europea, che ha avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’arte musicale nei secoli successivi. Per tale attività editoriale, che esempla l’impegno della Fondazione del settore degli studi e in quelli congressuali ed espositivi, l’Istituzione ha avuto una visibilità e un riconoscimento internazionali.

-Al termine della presentazione del libro sabato si è svolto il concerto del coro della “Sistina” nella Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire. Cosa rappresenta oggi questa prestigiosa istituzione?

La Cappella Musicale Pontificia svolge anche oggi, come nei secoli passati, un ruolo fondamentale per la musica sacra e per la liturgia. Sia nel ruolo istituzionale che ricopre, sia per l’organico vocale è da sempre un punto di riferimento per la coralità religiosa e per le centinaia di migliaia di formazioni corali laiche di tutto il mondo, con un impegno formidabile nel riproporre repertori originali di autori noti e meno noti nello stile più vicino alla grande tradizione.

 

Grande entusiasmo per una giornata da incorniciare per la più importante istituzione culturale sulla figura del Principe della Musica, il Palestrina.

 

Andrea Fiasco

Fondazione G. P. da Palestrina – Responsabile della Comunicazione

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